Come te, sei grande solamente tu.

È finalmente successo quello che in tanti speravano: la famiglia R 18 ha fatto il grande salto. Quello definitivo. L’ammiraglia con il boxerone da 1.802 cc è entrata a cardano teso nel segmento delle tourer. Un’invasione di campo che più di così proprio non si può. Uno sconfinamento legittimo, perché i presupposti, lo avevamo visto da subito, c’erano tutti.

Riassunto delle puntate precedenti: in principio fu la R 18 Pure, il concentrato di stile “made in Baviera”, quello delle icone degli anni ’30 e ’40: serbatoio a goccia, telaio in acciaio a doppia culla chiusa con il disegno del forcellone che ricorda le strutture senza ammortizzatori tipiche dell’alba del motociclismo. Cardano a vista e assemblaggi maniacalmente curati. Correva l’anno 2020. Poi è arrivata la sorella, la R 18 Classic, che fa reinterpreta i primi modelli delle grandi cruiser con una dotazione che ne sposta lo spirito verso il touring di tutti i giorni: parabrezza, borse di pelle morbida, sella passeggero e Cruise Control di serie. E siamo arrivati al 2021.

Qualche giorno fa sono state ufficialmente annunciate due new entry della famiglia R 18, che di extra hanno tutto. Il dado è tratto. La R 18 B, lo dice l’acronimo monolettera, è una bagger pura, una “portaborse” 10 cm più lunga del modello base con maxi cupolino e plancia da maxitourer, incluso sistema audio integrato e schermo TFT da 10,25 pollici (lo stesso della R 1250 RT), a prova di occhi stanchi sulle lunghe percorrenze. Le borse sono integrate a livello di design: significa che immaginarla senza è impossibile. Il motore di questa prima release, invece, è total black, e se guardandolo vi verrà voglia di riguardarvi “Sons Of Anarchy” non sentitevi in colpa.

Il telaio è dedicato: studiato per farvi mettere più comodi in quella posizione piedi-dietro-il-motore che solo un boxer come questo può rendervi orgogliosi di assumere. Lo stesso vale per la Transcontinental, di altri 10 cm più lunga, che porta il concetto del cruising al livello definitivo: la si potrebbe definire una Grand American Touring Bike, una di quelle moto con cui ti immagini di percorrere la Route 66. A renderla “ingombrante” quasi come una city car ci si è messo lo schienale del passeggero, integrato al baule posteriore come da tradizione, mentre la carenatura anteriore ha un un’aerodinamica ancora più spinta. Ma ci sono ancora tante cose che dovete sapere su queste due icone, che vanno dal nuovo ammortizzatore di sterzo, alla sospensione posteriore ridisegnata, ai componenti audio creati da Marshall, alle diverse colorazioni che BMW Motorrad ha in serbo per tutta la gamma R 18…

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