Con un ritmo fluente di vita nel cuore.

Siamo nel pieno della stagione, finalmente liberi di viaggiare. Alcuni piccoli consigli di mete italiane must ride.

La sera prima un ultimo controllo e una carezza, si chiude il garage. Per riaprirlo dopo una notte agitata dall’emozione tipica di ogni vigilia. Borse, stivali, giacca, guanti, tuta antipioggia anche se sarà ovviamente bello, una pulita al casco, le mappe digitali o magari old school, il pieno fatto il giorno prima per non perdere tempo la mattina della partenza. E tornare a viaggiare “dolcemente viaggiare, rallentando per poi accelerare, con un ritmo di vita fluente nel cuore, gentilmente senza strappi al motore”. E anche con qualche strappo, certo, quella, pur grande, resta tuttavia solo una canzone.

L’estate 2020 è un’estate italiana. Paese di strade e scorci incredibili, impossibili da riassumere in toto ma che hanno dei master, degli itinerari che ognuno di noi una volta nella vita deve percorrere e che, certamente, per alcuni di voi sono già luoghi del cuore.

Ci proviamo, da Nord a Sud, consapevoli di tradire molte strade amate. Ma ci sono newsletter ogni mese, avremo certamente modo di recuperare!

1) Per motocicilisti romantici.

Panoramica Zegna. Siamo in Piemonte. La strada è stata costruita da Ermenegildo Zegna il 10 dicembre del 1938. Lunga 26 chilometri dal Biellese orientale alla Valle Cervo, terra di tessitori. Natura incontaminata, borghi antichi tra larici, abeti e betulle, una vista imperdibile del Monte Rosa. Una perla che molti non conoscono e che stupisce per bellezza ed emozione.

2) Per motociclisti da tornante.

Giro del Sella. Scriviamo Pordoi, Sella, Gardena e Campolongo, non serve altro, per raccontare questo luogo magico del Trentino-Alto Adige sul confine veneto. Panorami mozzafiato su e giù tra Val Gardena, Val di Fassa e Val Badia, le Dolomiti maestose ci accompagnano dentro ad un sogno su due ruote. Parliamo di uno di quei luoghi che fanno del nostro Paese il più bello al mondo.

3) Per motociclisti classici.

Val Trebbia. Un itinerario che parla piacentino e che ci porta i profumi di quell’appennino dolce, rilassato, solare, solo appena più nervoso nei boschi scoscesi della Liguria. Un viaggio da Piacenza al mare dove la pausa pranzo diventa d’obbligo, a svelare, forse, una delle sue peculiarità, oltre a quello primario, il fascino di passare dalla Pianura Padana al Mediterraneo in poche ore di strade performanti.

4) Per motociclisti artisti.

Crete Senesi. Il colore di questo mare di grano, crete, terra e cielo, dipende dalla stagione, ma parlando di tragitti estivi ciò che colpisce l’animo è questo giallo ocra impressionista, mutevole col passare delle ore, divino nell’accostarsi all’azzurro intorno. Nel silenzio di questo appennino aulico che si apre sotto Siena, da affrontare, magari, prima o dopo le curve ed i vigneti del Chianti.

5) Per motociclisti da Champions League.

Castelluccio di Norcia. Quassù, sui Sibillini, ci si può anche salire da soli, senza dubbio, ma avere una compagna o un amico con cui fermarsi davanti allo stupore e all’incanto dell’altopiano di Castelluccio ha una sua ragione. E se il top è scalare il quarto massiccio montuoso dell’Appennino ai primi di luglio, quando la valle diventa la tavolozza variopinta di un pittore, il viaggio vale la pena sempre, in ogni momento dell’anno. In un itinerario dall’alba al tramonto da unire al Gran Sasso e alla Valnerina. E qui parliamo proprio di un campionato a parte, siamo ai vertici dell’esperienza motociclistica.

6) Per motociclisti che pensano da tali.

Sila. Come per tutte le regioni italiane che hanno intorno chilometri di coste mediterranee, anche per la Calabria il pensiero dei più corre al mare. Dici Calabria, pensi spiaggia. I motociclisti, però, nel tempo imparano a decifrare il territorio in un altro modo. Un meccanismo mentale che li porta a vedere, come fosse una radiografia emozionale: curve, allunghi, strade non trafficate, panorami e, se vogliamo dirla tutta, facendo uso di un pregiudizio, posti clamorosi dove fermarsi a mangiare. Così, al motocilista, dici Calabria, e lui pensa Sila. Luoghi, le Sile, perché sono più di una e solo un autoctono te lo può spiegare bene, di una bellezza incredibile e inaspettata. Chi non le ha ancora attraversate si è perso qualcosa di importante.