G 310 GS.

Vuoi per la patente di chi inizia (che limita la potenza a 34 CV), vuoi perché ora le cubature piccole sono molto più performanti di un tempo, la categoria 300 cc si sta affermando sempre più.

Piccole icone crescono. Fra le cose che BMW ha inventato, quella più riconosciuta è sicuramente il “marchio” GS. Un filone, un modo di andare in moto, due lettere che rappresentano un mondo oltre che una specifica versione. Qualcosa nato nel 1980 che, nel corso degli anni, chiunque ha inseguito, emulato, addirittura spudoratamente copiato. L’incubo di tutte le Case se si parla di numeri di vendita, per lo meno in Italia dove detiene il record da innumerevoli anni. Logico quindi creare il “bimbo” del mito. Una GSina piccola-piccola, ma non meno forte in quanto a identità.

Si chiama G 310 GS, il nome già ci fa capire la cilindrata e, fin dal primo sguardo, si intuisce che è figlia di una dea maggiore, sua mamma GS (1200). Monocilindrica e accreditata di 34 CV a 9500 giri, si differenzia da tutte per avere il motore leggermente inclinato all’indietro e la testa girata, ovvero con lo scarico dietro e l’alimentazione davanti (tra le moto in produzione, l’unica ad adottare la medesima soluzione è la Yamaha da Cross, la YZ450F). Ruota anteriore da 19” (come la R 1200 GS), forcella rovesciata da 41 mm ed escursione su entrambe le ruote di 180 mm la rendono una vera enduro stradale. Quindi è tale anche l’ergonomia in sella (che dista 835 mm da terra), con busto eretto e manubrio largo.
Pesa 169,5 kg, il serbatoio ha una capienza di 11 litri, il telaio è in tubi tondi di acciaio mentre il forcellone è in alluminio. Singolo freno a disco anteriore, ma di grosso diametro, 300 mm. Ovviamente ha l’ABS di serie, ma di serie è anche il portapacchi (non sempre è così). Rappresenterà una vera novità per chi inizia (patente A2) e una valida soluzione per chi cerca agilità e potenze gestibili. Piccoli miti crescono. E ora la famiglia GS è davvero completa. I figli dei “giessisti” potranno imitare i loro papà in tutto e per tutto.