G 310 GS.

Aggressiva, ma con stile. Figlia di una dea maggiore, ma con una sua personalità.

L’abbiamo già descritta il mese scorso, ma ora sappiamo come va e che sarà nelle concessionarie a partire dal 14 ottobre. Parliamo della “GSsina”, la G 310 GS. Monocilindrica accreditata di 34 CV e 169,5 kg di peso, è la moto perfetta per iniziare perché è facile, comoda e versatile. Il suo manubrio largo offre la giusta leva per districarsi agilmente nel traffico. E la posizione di guida rialzata garantisce un’ergonomia rilassata e buona visibilità, perché lo sguardo rimane sempre alto. I piedi toccano bene a terra (sella a 835 mm da terra). La ruota anteriore è da 19”, come nella R 1200 GS; c’è un solo freno a disco, ma di grosso diametro (300 mm).

 

L’escursione delle sospensioni è di 180 mm, e quindi importante: questo vuol dire che non è una nuda – ovvero la G 310 R – mascherata, bensì un progetto a sé (cambia anche il telaio infatti, che ha attacchi per le sovrastrutture diverse). Le sue doti più convincenti sono la risposta del motore e la guidabilità. L’erogazione è lineare, piacevole e gratificante. Molto trattabile in basso, non le manca verve nel transitorio e risulta vivace agli alti regimi. A dispetto della cilindrata contenuta, le prestazioni sono convincenti, perché pesa poco e di conseguenza in movimento è ben bilanciata. In curva infatti è prevedibile, neutra, divertente. La taratura delle sospensioni è più votata al comfort che alla guida sportiva, ma è giusto che sia così, una enduro tuttofare.

 

Costa 6.000 euro tondi tondi. È molto indicata per chi comincia, o magari per il pubblico femminile, ma anche per coloro i quali cercano volumi poco importanti, peso contenuto e potenza gestibile. La cosa bella è che ora possono cavalcare un mito, pur se in miniatura.