Il viaggio di Giulietta Cozzi.

“Nella vita racconto storie a due e quattro ruote su half-mag.com. Se vuoi farmi arrabbiare chiamami Giulia. Di base a Milano, domani chissà”. Basta leggere la bio su Instagram di Giulietta Cozzi per capire di che pasta è fatta. E quel “domani chissà” è un vero e proprio invito al viaggio.

Quest’estate, l’ultima settimana di agosto, ha preso la moto e ha percorso 250 km in 5 giorni, tra Sardegna, Corsica, Francia. Partenza e ritorno a Milano. Non una moto qualsiasi, ma la BMW F 750 GS, mentre il suo compagno Luca Viglio cavalcava a fianco la BMW R 1250 R.

Un viaggio elettrizzante.
L’idea era quella di proporre un itinerario in moto che fosse una sorta di ritorno dalle vacanze, un viaggio dalla Sardegna a Milano prendendola alla larga. Siamo partiti da Santa Maria Navarrese, dove ha inizio la parte più antica della SS 125 Orientale Sarda, una strada bellissima dove si incontrano più pecore che auto.

Siamo arrivati a Dorgali, e attraversato la Sardegna più autentica, tra sughereti e colline bruciate dal sole estivo. Abbiamo quindi preso il traghetto, sbarcati in Corsica a San Bonifacio e in due giorni attraversato tutta l’isola passando per bellissime strade secondarie. Infine abbiamo preso il traghetto per Tolone, per percorrere il parco del Verdon per poi rientrare in Italia dopo aver svalicato il Colle della Bonnette, la strada asfaltata più alta d’Europa.

Cinque giorni di assoluto godimento della moto, quasi sempre in curva.

Le tue impressioni sulla BMW 750 GS?
Prima impressione: è una GS a tutta gli effetti. Compatta, ma tosta, con tutto il comfort che una GS può dare. Ho apprezzato la sua versatilità, che mi ha permesso di percorrere sterrati pur senza gomme tassellate. E poi la grandissima comodità di guida, la maneggevolezza, l’ampio spazio per i borsoni posteriori, oltre a una strumentazione bellissima.

Qual è il suo rider ideale?
È perfetta per chi vuole una GS per prendere, partire e potenzialmente fare il giro del mondo, ma senza la necessità di una maxi, perché magari viaggia da solo, o è alle prime armi. La sua altezza e leggerezza la rende una moto facile da portare, davvero per tutti.

Luca ha invece guidato la BMW R 1250 R. Altro stile, stesso piacere?
Prima sensazione: va fortissimo! Ed è molto appagante da guidare, perché è progettata benissimo e, pur non essendo una roadster dinamica, ha una seduta molto comoda. In questo caso, il rider ideale è colui che ama il motore boxer. Qui è alla massima espressione, da godere appieno. Ma è anche consigliata in un contesto cittadino, in situazione di curve molto strette o traffico.

Bisogna “nascere in sella” per organizzare avventure del genere?
No, assolutamente. Io ho sempre avuto la passione per le auto. La patente per la moto l’ho presa soltanto 5 anni fa, a 30 anni. Quello che ho fatto io è puro piacere ed è arrivabile da chiunque. L’andare in moto non ha nulla a che vedere con la passione per i motori. È piuttosto un modo di vedere il mondo, senza barriere tra te e quello che ti circonda. Un modo diverso di pensare il viaggio.

Per leggere ancora di questa avventura, bisogna aspettare fino a fine mese: il reportage di viaggio sarà pubblicato su half-mag.com. Scommettiamo che ci verrà voglia di partire?