K 1600 B Grand America.

Immaginatevi l’immaginabile. Lei ce l’ha. È il massimo che si può chiedere per viaggiare. Se immaginiamo tradotta a due ruote quella parola, vediamo lei. Nata sulla base della K 1600 B a sei cilindri, è l’interpretazione tedesca del concetto di turismo all’americana. Coda bassa e spiovente (la sella del passeggero è stata abbassata di 70 mm), seduta a dir poco poltronesca, top case e borse posteriori che integrano le luci trasformandole in elemento di design, marmitte basse e parallele al terreno, carena inedita con plexiglass regolabile elettricamente per offrire una protezione totale, equipaggiamento elettronico al top e retromarcia per agevolare le manovre da fermi. Viene da puntare il dito sul mappamondo guardandola. Oppure ci si immagina in prima, anzi in exslusive class, per i nostri trasferimenti abituali.

Contando su 160 CV meravigliosamente erogati perché il 6 cilindri è imbattibile in quanto a trattabilità, ma ancor più invitante è la coppia, perché possente (175 Nm) a soli 5.250 giri. Vuol dire sfiorare il gas e sentirsi strattonati, nonostante la mole sia importante. I cilindri così inclinati, sono lì da vedere, le consentono un modesto sviluppo verticale, e questo si traduce in guidabilità. Va da sé immaginarla con il cambio assistito (sia a salire che a scendere di rapporto), con le sospensioni elettroniche Dynamic ESA, con la connettività che vi consente di condividere il viaggio, gestire le telefonate entranti o la musica, con fari allo Xeno, con l’eCall per le chiamate di soccorso, con il dispositivo che aiuta nello spunto da fermi quando si riparte in salita. Con lei si può immaginare tutto. È una moto esclusiva, nel nome (evidenziato da una apposita targhetta) e nei colori (nero o giallo acido, entrambi metallizzati). È l’America, bellezza.

È Grande.