Non c’è rete.

L’auto introduce, le due ruote raccolgono. Da sempre è così. E vale per la tecnologia tutta. Ultimo esempio è la connessione, che ci consente principalmente di parlare al telefono con grande naturalezza mentre siamo al volante. Una comodità di cui ormai sembra impossibile farne a meno. Nelle due ruote, però, questo tipo di tecnologia tarda ad arrivare o non compare proprio. Troppo complicata, troppo costosa, “poco influente” sul piacere di guida che, rispetto alle quattro ruote, rimane ancora il principale motivo d’acquisto quando si parla di moto. Ma questo non toglie che è, e rimane, una bella comodità per il pilota (se avessimo parlato di auto, avremmo detto conducente…).

BMW è stata la prima, come spesso è successo in passato, a capire questo aspetto e a introdurlo sulla propria gamma (moto e scooter). Come funziona? È semplicissimo: un quadro strumenti evoluto (TFT), un’applicazione (gratuita) sul vostro smartphone che dialoga col mezzo, un comando che consente di essere azionato senza togliere la mano dal manubrio e un casco con interfono collegato via bluetooth. È più difficile descriverlo che usarlo. Parola di prevenuto che, prima di provarlo, era piuttosto refrattario. E adesso, in concessionaria, potete provarlo tutti.

Ancora lì ad aspettare? Su, non fate gli antichi. Auto e moto pari sono, se parliamo di BMW. Perché non evolversi?