È ora. È tempo di vacanze.

E se avete una BMW la cosa non vi può cogliere impreparati. Perché le moto tedesche nascono con una vocazione viaggiatrice innata. Per esempio sono pensate con le borse all’origine, non le ricevono in una fase successiva come fanno altri (e spesso grazie all’after-market). Ci sono modelli, uno su tutti la RT, che addirittura risultano più armonici ed esteticamente aggraziati con le valigie posteriori piuttosto che senza. E poi la cura verso l’aspetto del viaggio è nel DNA della Casa tedesca: per prima ha dotato i suoi prodotti delle manopole riscaldate, del navigatore, del kit di riparazione foratura (la pompetta infilata nel telaio della mia vecchia R 80 G/S è una delle poche certezze della vita…), della presa di corrente, di una serie di informazioni nel dashboard come la pressione delle gomme, l’assetto delle sospensioni (che cambia se si viaggia soli, con borse o in due). La protezione aerodinamica è sempre stata tenuta in grande considerazione. Mi ricordo che un’estate, di ritorno in autostrada con la prima RT di nuova generazione, fui colto all’improvviso dal classico temporale di stagione. Non ero equipaggiato per l’acqua, e nemmeno avevo la tuta a bordo. Ma decisi di non fermarmi sotto al classico ponte (situazione sconsigliabile perché pericolosa). Bene, con tutto il plexiglass rialzato, e a velocità sostenuta pur se non rischiando, arrivai al casello di Milano bagnandomi solo le punte dei piedi. “Che moto!”… pensai fra me e me.

Quindi prendete e andate. Qualsiasi modello possediate. Ogni sigla ha il suo perché. E a noi sta solo il compito di arricchirla di storia, cioè di chilometri. Buone vacanze.