S 1000 RR.

Quando arrivò, 10 anni fa, fu rivoluzionaria, perché era la prima supersportiva estrema di BMW e perché introduceva l’elettronica. Oggi festeggia questo ambizioso traguardo rinnovandosi dal primo all’ultimo bullone, motore compreso. Prima cosa ha subito una grande cura dimagrante, di oltre 10 kg (pesa 197 kg, addirittura 193,5 kg con i cerchi in carbonio della HP4 Race).

La potenza cresce a 207 CV a 13.500 giri, mentre la coppia è di 113 Nm a 10.500. Debutta la fasatura variabile già introdotta sulle R 1250 GS/RT, che consente una migliore curva di erogazione al pari di un allungo più deciso. Ha le valvole di aspirazione in titanio, bielle più corte e leggere, un’elettronica evoluta che sfrutta una piattaforma inerziale a 6 assi. Vanta ABS Pro, 4 riding mode, più optional la modalità Race Pro (1/2/3). Tra tutti i controlli elettronici, spicca anche quello del freno motore (regolabile). Anche il telaio è inedito, più leggero come il forcellone. Quest’ultimo è lunghissimo, 606,6 mm, per migliorare la trazione: non inficia sull’allungamento dell’interasse, perché l’avantreno è stato “estremizzato” (è molto chiuso) e quindi compensa un retrotreno così importante. Il pivot è regolabile, il diametro della forcella scende da 46 a 45 mm.

Anche lo sguardo cambia, ora non è più asimmetrico, e ancora più cattivo. Questa moto non aspetta altro che misurarsi con il cronometro, motivo per cui a Monaco sono stati rivisti tutti i programmi agonistici. Ne vedremo delle belle l’anno prossimo.