Tracciamo una linea. Di corrente.

Molti di voi ce lo hanno scritto, con un filo di preoccupazione, nei sondaggi degli ultimi mesi: la transizione verso l’elettrico è un destino ineluttabile che porterà alla scomparsa del motore a combustione e delle emozioni vere. Per tanti altri, invece, le moto “silenziose” sono un’evoluzione necessaria e responsabile alla quale ci abitueremo tutti presto. Ora, cerchiamo di fare il punto.

BMW Motorrad, da che parte stai? Risposta: dalla parte che conta di più, quella del motociclista.

Per la Casa di Monaco, l’elettrico non è mai stato un aut aut, ma più semplicemente una linea da tracciare, un confine che separa lo sviluppo di motori a combustione sempre più sostenibili pensati per gli amanti della meccanica e delle prestazioni, e gli interessi di nuove generazioni di motociclisti nati, o ri-nati, nell’era digitale, quella in cui una connessione tra due punti fisici avviene sempre prima con lo smartphone. Una generazione alla quale anche noi biker più navigati possiamo decidere di appartenere senza per questo rinunciare alla nostra principale passione: il vibrante sibilo di un terminale.

È per questa nuova comunità digitalizzata che BMW Motorrad ha messo in produzione, nel 2021, il CE 04 e ha presentato all’ultimo Salone di Monaco due nuove “idee” destinate anch’esse a finire nelle Concessionarie in futuro: una bicicletta che non è una bicicletta e una moto che non è una moto. Stiamo parlando della BMW Motorrad Vision Amby e del Concept CE 02, due dei cinque diversi Concept Vehicle che BMW Group ha presentato alla IAA Mobility 2021 per “mettere in mostra la sua visione innovativa della mobilità urbana”. Vale a dire, ripartire dal km zero, dagli spostamenti essenziali, e quindi dalla città, e avere l’ardire di fornire ai legislatori dei mezzi attraverso i quali si possano ridefinire nuove normative in un’epoca dominata dalla sovrabbondanza di veicoli elettrici borderline.

AMBY sta per “Adaptive Mobility”: può ricordare una bici elettrica, ma non ha pedali. Pesa 65 kg, ha 110 km di autonomia ed è di fatto un ibrido con tre livelli di velocità per diversi tipi di percorso: fino a 25 km/h su piste ciclabili, fino a 45 km/h su strade urbane e 60 km/h su strade a più corsie e fuori città (per poter viaggiare a velocità più elevate sono necessari un casco, targa e la relativa patente di guida). C’è una manopola dell’acceleratore e sono presenti delle pedane al posto dei pedali, come in una moto, mentre le modalità di velocità a disposizione del pilota sono memorizzate nella corrispettiva app sullo smartphone, che rileva la strada per mezzo della tecnologia di geofencing, permettendo così la regolazione automatica della velocità massima. E siccome non esiste una regolamentazione sulla limitazione automatica della velocità, l’idea che sta dietro alla Vision AMBY è proprio quella di stimolarne una con soluzioni concrete.

Anche il Concept CE 02, fratellino dello scooter CE 04 ora in produzione, è un ibrido contemporaneo: non è né una moto classica né uno scooter, ma “qualcosa di completamente nuovo, qualcosa di innovativo che ci rende pionieri”, ha spiegato Edgar Heinrich, il responsabile del design di tutta BMW Motorrad. Le ruote di grandi dimensioni lo fanno sembrare una fun bike destinata a un pubblico giovane, dai 16 anni in su, e a tutte quelle persone che non hanno mai guidato una moto ma sono sempre state interessate alla tecnologia, al divertimento e alla mobilità sostenibile. Pesa circa 120 kg e – come tutti i progetti elettrici su due ruote partoriti a Monaco – è stato pensato principalmente per l’impiego urbano: 90 km/h la velocità massima, 90 km l’autonomia. Alla bisogna, può essere dotato di tender: nello spazio di stoccaggio fornito dalle staffe, dove sono stati montati i poggiapiedi anteriori è possibile agganciare uno skateboard. Ma per quello, ricordatevi, ci vogliono i piedi.

Scopri di più sulla Vision AMBY.

Scopri di più sul Concept CE 02.